SPECIALE
TOP OF THE FLOPS

Il giocatore di Fantacalcio, quando racconta della sua squadra, ama vantarsi dei numerosi giocatori che "ritiene" esser stato lui a "scoprire". Infatti ogni fantacalcista che si rispetti, e i presidenti della Sammy Giammalva non sono da meno, è convinto di essere un piccolo Moggi, tant' è che non è insolito sentire affermazioni del tipo: "...ah se ci fossi io a fare il mercato all' Inter...". Guardando i disastri che molti responsabili di mercato delle grandi squadre combinano, non solo la famigerata Inter di Moratti (Sorondo, Gresko...), ma anche Juve (Athirson, Kapo..) e Milan (Bogarde, Pablo Garcia...) hanno i loro bei bidoni, si potrebbe pensare che ciascuno di noi avrebbe saputo far meglio dell' Oriali o del Braida di turno. Ma non è così semplice: basta infatti andar a spulciare qualche vecchia  fanta rosa per accorgersi che non esiste giocatore di fantacalcio che non abbia qualche "macchia" nel suo pur onorato curriculum di talent scout. Ed allora, in questo speciale, ripercorriamo la storia dei più clamorosi flop ingaggiati (come grandi campioni, ovvio) dai fanta tecnici della Sammy Giammlva Football League. Procederemo squadra per squadra, seguendo l' ordine di classifica dell' ultimo Campionato. Partiamo....

Juventud. E' ormai passata alla storia, la gigantesca "topica" presa dal presidente Alessandro Brucia nel mercato dell' estate '94: ad asta ormai conclusa aveva ingaggiato solo 2 dei 5 attaccanti allora previsti in rosa; a Signori e Boksic doveva aggiungere tre centravanti da scegliere comodamente tra i tanti rimasti liberi. Beh, dopo aver a lungo consultato la lista dei giocatori, dichiarò in via ufficiale: compro (a 1 credito): Cappellini (riserva del Foggia), Buso (mezza tacca del Napoli) e Rincon (schiappazza colombiana, pure lui Napoli) !!! Batistuta, altrettanto libero, non fu neanche preso in considerazione. Non c'è bisogno di infierire precisando che il rendimento dei 3 ultimi acquisti della Juventud fu a dir poco disastroso, mentre Batigol segnò quell' anno per tutte le prime dieci giornate di serie A. Nel 1999, dopo qualche anno di assenza, la Juventud rientra "alla grande" nel Fantacalcio, mettendo a segno il colpo Oliseh: lo Juventino giocherà, in quel campionato di A, soli 8 spezzoni di partita. L' anno successivo è Hakan Sukur uno di rinforzi presi dal presidente Brucia per la sua Juventud: piccoli Moratti crescono. Con i clamorosi (vista la scarsezza) ingaggi dei difensori Boselli e Rinaldi (2002), Grandoni e Carrozzieri (2003), Loria (2004) il presidente Brucia ha dimostrato di saper guardare lontano: riserve erano e riserve sono restati. Infine, non possiamo non citare Nicola Legrottaglie: presunta grande scoperta della Juventud, passato dal Chievo alla Juventus rivelerà il suo vero essere:  una neglia ! (per dirla alla palermitana).

Barcellona. Basta una stagione di ambientamento al presidente Marco Lenzi per capire i meccanismi del fantacalcio; il mercato 1997 lo vede già "protagonista": sistemato l' attacco col rossonero Patrick Kluivert (ribattezzato l' erede di Blissett, storica bufala del Milan primi anni '80), puntella la difesa con due sue personali scoperte: il francese Prunier (il nome dice tutto; 3 sole presenze al Napoli) e Pereira che, scovato addirittura in serie B, mi pare al Genoa, farà perdere le sue tracce già prima dell' inizio della stagione (e forse è stato meglio così..). Qualche anno dopo, il Barça mette le mani su un altro talento di casa Milan: si punta sulla continuità di Redondo, preso a soli 11 crediti: l' ex Real, continuamente infortunato, non scenderà mai in campo. Mendieta sarà il centrocampista più pagato del mercato 2001, il Barcellona lo strappa alla concorrenza spendendo la cifra di 36 crediti; il buon Gaizka ripagherà la fiducia esibendosi in tranquille passeggiate in campo, sua specialità. L' anno successivo il presidente Lenzi va dove lo porta il cuore ed arriva l' acquisto bomba: Bombardini! L' ex palermitano, passato alla Roma, diviene una pedina preziosa per le vittorie della squadra giallorossa: Capello lo utilizzerà regolarmente, dal 90° in poi, quando c'è da perdere tempo. Chiudiamo la carrellata di fantaschifezze, ricordando la militanza nelle file del Barcellona di difensori indecenti quali Teodorani (Verona, 2001), Comotto (Torino 2002), Mirko Conte (Messina 2004).

Clinton.  Milanista fino all' autolesionismo: si spiegano così gli acquisti, da parte di Salvatore Macaluso, di ciofeche colossali quali Winston Bogarde (1997) e Bruno N'Gotty (1998). Più ragionato (per quanto possibile), nel 2002, l' ingaggio di Rivaldo; peccato che l' extraterrestre, rivelatosi di una scarsezza spaziale, venne ben presto scaricato dal Milan: un tifoso, che vi aveva speso ben 69 crediti, non venne nemmeno consultato. Ma Macaluso non si è mai fatto mancare i giocatori di un certo tipo: Aliosha Asanovic, trentaduenne croato,12 presenze al Napoli,  e Ricardo Canals difensore uruguayano del Vicenza sono due clamorose bufale Clinton, annata 1997. Risale invece al mercato successivo la quaterna secca presa "su tutte le ruote":  Song (Salernitana) e Navas (Udinese) in difesa, Blanchard, francesino di casa Moggi a centrocampo, il romanista Fabio Junior in attacco sono giocatori che molti rimpiangono (di aver comprato). Goccia in mezzo al mare l' arrivo dell' interista Domoroud ( di una pochezza tecnica impressionante) nel '99. Stendiamo un velo pietoso sull' enigmatico marocchino Saber preso dal Napoli (2000), che il presidente Macaluso allora ci presentò come, parole sue, "un nuovo Cafu".  Philippe Mexes, fantabrocco 2005, è la dimostrazione che il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Deportivo.  Ingaggiare giocatori che solo dopo qualche anno si sarebbero rivelati al grande pubblico, è stata da sempre la politica del presidente Sammartano; non desta stupore, quindi, la presenza nel Deportivo, già nel lontano 1995, di Gianluca Ricci che balzerà agli onori delle cronache, quasi un decennio dopo, come capitano del Cervia ! Ma nel Deportivo gioventù  ed esperienza si coniugano: è dello stesso anno l' ingaggio di "er principe" Giannini ormai in odor di pensione. E' l' estate del 1997 quando Nino Sammartano stupisce tutti prendendo, dall' Atalanta, lo sloveno Englaro: il difensore si rivelerà un bidone immane. Ma l' anno d'oro è il 1998: la fantasia sfrenata del presidente porterà a vestire i colori della società, internazional-schiappe del calibro di Amor, ex Barcellona venuto a svernare alla Fiorentina, Doriva, brasiliano della Samp della retrocessione, lo juventino Esnaider, la cui scarsezza pare fosse contagiosa (persino Henry, arrivato con lui alla Juve, renderà ben poco quell' anno). E gli italiani? Partito con Chianese, attaccante da un gol all' anno (in B), l' esuberante presidente lo sostituisce con un suo vecchio pallino: Cerbone (Empoli), che definire solo "inadeguato" per la serie A, è un complimento. Se aggiungiamo che Amor fu sostituito addirittura da Federico Giampaolo, ci risulta chiaro il perchè Nino Sammartano, alla fine di quella stagione, preferì lasciare il Deportivo per qualche anno. Visti i precedenti, i più recenti acquisti di Diego Lopez o Tiribocchi, appaiono quasi decenti.

Isnello.  Appena approdato nella Sammy (anno 1999), il vulcanico patron della Isnello, Carmelo Di Gesaro, cala subito il suo poker d' assi. Rafael Chukwu, bidonazzo nigeriano del Bari, più che per le fughe in area avversaria si segnala per le fughe senza ritorno dai ritiri; dopo un anno (quello alla Isnello) da desaparecido, segnerà 1 gol in 13 presenze tutte in B.  Ancora più inquietante l' acquisto di Petkovic: carneade jugoslavo, viene prelevato dal Venezia di Zamparini nientemeno che dai brasiliani del Vitoria Bahia, il che avrebbe potuto destar già qualche sospetto; che il campo conferma: 1 gol in 13 presenze ciò che resta di lui. Robert Spehar, possente ariete croato in cui il presidente Di Gesaro credeva molto, verrà scaricato dal Verona dopo 3 sole presenze: che fine abbia fatto non è dato saperlo. Vero e proprio asso di picche, il cileno del Perugia Hector Tapia può essere considerato uno dei peggiori orrori partoriti dalla mente della coppia Di Gesaro/ Gaucci. La presenza di gente come "psyco" Lassissi, Guidoni e Aglietti completa la fiera degli orrori che fu la Isnello di quell' anno. Risalgono a tempi più vicini ai nostri giorni gli ingaggi (2003) del brasiliano Fernando Menegazzo e dell' argentino Carlos Arano; presentati dal presidente (dalle pagine del sito ufficiale della Isnello) come futuri campioni, dopo due stagioni trascorse tra panchina, tribuna e prestiti vari, hanno definitivamente lasciato l' Italia. Stessa fine di Jay Bothroyd: ingaggiato dalla Isnello dopo un buon torneo intertoto col Perugia, in campionato l' inglese si rivelerà un bluff. Avviene nel 2004 l' acquisto del brasiliano (Messina) Rafael; certo che dopo Chukwu un altro Rafael ci voleva!

Phoenix. Chi se non Jimmy Accardi  si può fregiare del titolo di "re dei pacchi"? altro che Bonolis o Pupo. E da Pupo a Nanu il passo è breve; mercato 1994: quando, dopo aver pronunciato le fatidiche parole "Galderisi 1", calò il gelo, il presidente della Phoenix capì di aver sbagliato qualcosa. Ma da un pacchettino (Nanu) passiamo a un bel paccone: illuso dal girone di andata del torinista, Accardi arrivò a pagare 60 crediti per assicurarsi lo spilungone Andrea Silenzi che alla Phoenix segnerà la bellezza di 1 gol. Il campi(pp)one finirà a giocare nella foresta di Nottingham. Chiude la serie dei primi 3 pacchi il grezzo Oberdan Biagioni: preso come specialista dei rigori, inanellò una serie di errori dagli 11 metri da far paura. Procediamo pacco per pacco. Incomprensibile (tranne che per il presidente Accardi) la decisione di puntare (nel 95 e nel 96) su due sconosciuti della Cremonese, Alessio Pirri e John Aloisi ("bomber" australiano), ridicoli fin dal nome: un "doppio pacco" memorabile. Il "contropaccotto" arriva qualche anno dopo. Temendo un asta (ridiamo), il presidente della Phoenix aspetterà le ultime battute del mercato 98 per tirare fuori dalla manica il suo nome: Vincenzo Palumbo! Il presunto goleador (4 presenze nell' Empoli quell' anno) dopo aver fatto la panchina pure in C al Palermo, chiuderà la sua (ingloriosa) carriera finendo addirittura invischiato in una storia di droga. Gli ingaggi del belga Crasson (detto grasson) Napoli 96, Farinos (00 come il suo rendimento) Inter 2000, Algerino (più che un uomo, un biscotto) Venezia 01, sono imbarazzanti persino da commentare. Chiusura d'obbligo per Farias (Palermo 2004): vera fissa di Jimmy Accardi, il bassotto argentino verrà rispedito (a pedate) in patria dopo aver mandato di testa in fallo laterale una palla che anche un bambino avrebbe messo in rete.

Longobarda. Come spiegare l' irrefrenabile attrazione di Claudio Colletti, milanista dichiarato, per i più colossali bidoni stranieri importati dall' Inter? Beh alcune cose non si spiegano, si accettano. Mercato 2000: colpito dal suo talento, messo in mostra in chissà quale amichevole estiva (tipo Inter-Solbiatese), il presidente longobardo decide di puntare sul "fenomeno" irlandese Robbie Keane, pagandolo ben 15 crediti: 0 gol in 6 presenze e persino l' Inter capì che forse era meglio disfarsene. Come non rabbrividire scoprendo che, stesso anno, la passione sfrenata del patron Colletti per i fallimenti nerazzurri lo portò a prendere quello che, a ragion veduta, è considerata la più colossale bufala della gestione Moratti: Vampeta! Con 12 crediti, acquisto più caro del centrocampo della Longobarda, il brasiliano dalla faccia da maniaco, fu cacciato dall' Inter dopo 1 sola partita. Le uniche "vampate" che provocò furono quelle di vergogna in chi lo ingaggiò. Tempo 3 anni e la passione, mai sopita, "riavvampa": nel 2003 arrivano Lamouchi, Emre, Kily Gonzalez e Van de Meyde; costati complessivamente 44 crediti, uniranno rendimento mediocre ad una totale assenza di gol. E per la serie "continuiamo a farci del male", il calciomercato 2005 ha portato alla Longobarda il trio Samuel, Figo, Solari; a Claudio Colletti non resta che toccare ferro. Ma non di sola Inter vive l' uomo: Reggi, ( Reggina 99, 24 pr/1gol), "scarsen" Jancker (Udinese 02, 20 pr/1gol) e Sculli (in 2 stagioni Chievo 03 e Brescia 04, 45pr./3gol) dimostrano l'amore della Longobarda per attaccanti allergici al gol. Chiusura dedicata a Predrag Mijatovic ('99) e Garcia Portillo (' 04) simpatiche fregature rifilate a Fiorentina (e Longobarda) dal Real. Visti gli acquisti 2005 ci sovviene un dubbio: siano le scartine del Real la 3a passionaccia di Mr. president Colletti?

Gli altri. E ora una veloce carrellata sugli obbrobbri delle squadre ex Sammy Giammalva: Sandro Accardi, presidente della Eagles è sempre stato un amante del giocatore esotico (Lalas, Marcio Santos..): ma nomi come Reiziger, Bravo,  e Kaviedes rasentano la "fantaperversione". La Fonky di Ciccio Pace non si è mai tirata indietro quando si è trattato di acquistare "merdacce" (a livello calcistico, ovvio) come Stoichkov, Markic o Nanami; ma il top lo raggiunse nel '96 con un vero acquisto dell' Hatz.  E' durata tre sole stagioni l' avventura dello Schalke 04 di Alessandro Sammartano: gli sono bastati per prendere mostruosità come Binz, Zivkovic e Morales. Dobbiamo all' intuito distorto di Dario Morina della Marchigiana, gli indimenticabili talenti di Sciacca, Tresoldi, Beto e Dieng. Alla competenza della Procidese e del suo deus ex machina Stefano Procida è legato l' unico caso di ingaggio di calciatore mai effettivamente tesserato in A : il fantasmatico Alex.