COPPA DI LEGA 2004/05 ALLA PHOENIX !!!

Con i gol di Massimo Maccarone e di Andrea Gasbarroni, la Phoenix supera in finale per 2-1 il Barcellona (in rete con Corini) e si aggiudica per la sesta volta il trofeo. Ecco la cronostoria di questa edizione .

I Gironi.

Il girone A composto da Barcellona, Deportivo, Isnello e Procidese ha visto il dominio incontrastato della squadra di Marco Lenzi. Il Barcellona aveva ipotecato passaggio in semifinale e primo posto già alla penultima giornata del raggruppamento, grazie ad un vantaggio di 4 punti sulla seconda e di ben 7p. sulla terza. Il secondo posto utile per la qualificazione se lo sono contesi nell' ultimo turno, che le vedeva impegnate una contro l'altra, Longobarda ed Isnello. Ha avuto la meglio il team del presidente Colletti a cui, forte del vantaggio di tre punti sui diretti concorrenti, è bastato un pari (a Crespo ha risposto l'astro nascente Felipe) per assicurarsi la semifinale. Forti, però, le polemiche per un gol annullato a Toni che avrebbe permesso alla Isnello di agganciare la Longobarda e qualificarsi in virtù degli scontri diretti.

Il girone B si presentava come un vero e proprio girone di ferro vista la contemporanea presenza di Clinton (campione uscente, vincitrice delle ultime 2 edizioni), Phoenix (squadra con maggior numero di successi nell' albo d'oro del trofeo) e Juventud (vincitrice dello Scudetto in questa stessa stagione). Ed invece, a passare il turno era l' outsider Procidese che, dopo aver iniziato con due vittorie, subiva tre sconfitte consecutive, ma si qualificava come seconda strapazzando Clinton nello scontro diretto dell' ultima giornata. Primo posto per la Phoenix che rimediava ad una partenza lenta (1 punto in 2 gare) con tre vittorie di fila, guadagnando così l' accesso alle semifinali.

Le Semifinali

Senza storia la semifinale di andata Longobarda-Phoenix. La squadra di Jimmy Accardi va in gol ben tre volte (Montella, Mancini, Zaccardo); la Longobarda sfiora il gol col solo Rocchi, l'unico a salvarsi nel collettivo biancorosso. Il tecnico Mutti ed il presidente Colletti recriminano per l' assenza del bomber Lucarelli e per l' affrettata espulsione del centrocampista Bresciano, ma la vittoria della Phoenix è tanto netta, quanto meritata. Il match di ritorno vede una Longobarda più tonica lottare con tutte le forze per ribaltare l' esito del confronto: il rientrante Lucarelli fa il diavolo a quattro e dopo aver segnato in apertura sfiora più volte il bis. Ma la Phoenix regge ed allo scadere un rigore beffa di Flachi riequilibra il risultato: Phoenix-Longobarda 1-1; ma la semifinale si era decisa già all' andata. Molto più sofferta l' altra semifinale: Procidese-Barcellona termina 0-0 con un Barça che si mangia le mani per aver sciupato una grandiosa giornata di Di Michele, finendo addirittura in 9 (con la Procidese ridotta in 10). E a reti bianche termina anche il match di ritorno; ma stavolta è la Procidese a mangiarsi le mani per aver giocato in inferiorità numerica. Basta un Barcellona mediocre, a questo punto, per stoppare le lodevoli iniziative di Nedved, Cordoba, Bonazzoli, tutti vicini al gol qualificazione. I supplementari sono un supplizio; si va ai rigori e qui la squadra del presidente Marco Lenzi si rivela più lucida, realizzando tutti e quattro i tiri dal dischetto contro un solo gol della Procidese: Barcellona-Procidese 4-1 d.c.r. e finale Phoenix-Barcellona.

La Finale.

Grande battaglia, ospitata allo Picard della Longobarda, tra l' irruenza offensiva della Phoenix, legata soprattutto agli estri dei giocatori che la compongono e la solidità del Barcellona che si rivela più "squadra" della sua avversaria, ma non può contare sulla stessa mole di fantasia e creatività. Ed il diverso modo di approcciarsi alla gara si vede già dalle formazioni messe in campo: spregiudicato 4-3-3 per Accardi, ordinato e concreto 4-4-2 per Lenzi. La Phoenix punta ancora su Andrea Gasbarroni, mai una sufficienza sin a quel momento, e ne viene ripagata: l' ex rosanero, rinnegato da Guidolin, ma pupillo di Accardi va in rete a metà 1° tempo, sorprendendo Dida. Il Barcellona non si scompone e continua a macinare gioco con Di Michele ispirato dalle giocate di Zauli e Corini. La ripresa va avanti con lo stesso canovaccio: Phoenix capace di contropiedi pericolosi, Barcellona a fare la gara. E proprio su contropiede arriva il raddoppio della Phoenix: Di Biagio ruba palla a Santana, lancio lungo a pescare Maccarone che stoppa, avanza in piena area, e batte ancora Dida. Ruggisce allora il Barcellona che, certo, non ammaina bandiera bianca: Di Michele si procura una punizione dal limite che Corini, migliore in campo per i suoi, sfrutta al meglio per il 2-1. Forcing finale del Barcellona che prova a buttare il cuore in rete, per un pari che non sarebbe del tutto immeritato. E sull' ultimo calcio d' angolo anche Dida si spinge in avanti e, proprio lui, sfiora il gol che avrebbe portato i suoi ai supplementari. E chissà come sarebbe finita. Phoenix-Barcellona finisce 2-1 e al fischio finale tripudio della Phoenix per il sesto centro nella competizione.